Storia

La Misericordia di Bagnone è nata con lo scopo principale di accompagnare i defunti nel loro ultimo viaggio al campo santo. L’accompagnamento dei defunti avveniva all’inizio con lettiga portata a spalla spesso attraverso percorsi impervi a causa della mancanza di strade e nonostante che l’impegno fosse particolarmente gravoso veniva sempre affrontato con determinazione e volontà caritatevole. Solo nel 1926 venne acquistato un carro funebre trainato da cavallo; nel 1970 venne acquistata un auto funebre cui seguiranno nel 1991 e nel 2003 altri mezzi più moderni. Nel 1994 un ristretto gruppo di bagnonesi decise di dare nuova linfa a quest’associazione mantenendo sempre vivo il servizio di trasporto cimiteriale ed aggiungendo anche servizi sociali che una popolazione sempre più anziana richiedeva con maggiore frequenza.
Nel 1995 a questo scopo fu acquistata una fiat punto auto cui si aggiunsero nel tempo altri mezzi attrezzati idonei al trasporto di disabili e nel 2009 la prima ambulanza per il trasporto dei pazienti barellati. Attualmente il parco mezzi della Misericordia di Bagnone consta di 2 ambulanze, 3 mezzi attrezzati ed un autovettura dedicata solo al sociale oltre ad un carrofunebre.

Nel 1876 nasce nella Chiesa di Bagnone la Compagnia di Misericordia. Si tratta di una Compagnia di carità che ha tra gli scopi principali il trasporto dei malati poveri “parrochiani o forestieri” e di coloro che “dallo Spedale chiedessero di essere portati dalle rispettive loro abitazioni in Parrocchia”. La Confraternita che ha sede nella Chiesa di San Rocco deve anche impegnarsi nel trasporto delle salme, dei carcerati, dei miserabili e di qualunque altro quando nè sia fatta richiesta dai parenti o dagli eredi.La Compagnia è guidata da un consiglio con uno o più presidenti onorari, un priore, un sotto priore, due capi guardia onorari, un cassiere e un cappellano ed è assistita da un cancelliere.

Tutti hanno l’obbligo di farsi, a proprie spese, una cappa di tela nera, “stretta alla vita con un cordone nero di lana” con appesa la corona, “ed un bavero un piccolo tabarro di tela incerata nera che giunga fino all’estremità della manica da indossarsi in tempo di pioggia”; in oltre ciascun confratello “avrà un paio di ghette della stessa tela, un cappello nero a vento largo legato dietro le spalle ed un paio di guanti neri”.

Attraverso un secolo ed oltre, fino ai giorni nostri, la Venerabile Misericordia ha mantenuto costante il suo impegno rivolto all’aiuto dei deboli e bisognosi dando priorità specifica al trasporto dei defunti. Nel settembre 1994 il Consiglio in carica ha deliberato l’affiliazione Confederazione Nazionale Misericordie d’Italia.

Facciamo appello a tutti i cittadini, specialmente ai giovani, affinchè non venga vanificato tutto quanto è stato fatto dai nostri predecessori. Dio ve ne renda merito.
 

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